Natale, basta cliché sotto l’albero

I cliché, gli stereotipi, i luoghi comuni… chi fa comunicazione li conosce bene. Spesso diventano una comoda scorciatoia quando si ha poco tempo per pensare qualcosa di originale o non si ha voglia di pensare affatto.

Business to business o business to consumer non fa differenza: ogni settore ha le sue convenzioni. Dai dentisti in camice bianco alle disinvolte strette di mano, dalle famiglie sorridenti a colazione alle foto degli uffici aziendali, c’è un vasto repertorio déjà vu pronto a dare il peggio di sé, una volta di più.

Per soprammercato, tutto è corredato da espressioni linguistiche altrettanto trite e ritrite: zombie lessicali fantasmi semantici ectoplasmi semiotici che neppure nel più sfigato B movie passerebbero.

Fortunatamente la creatività, quella vera, quella che prende il toro per le corna e lo strapazza, arriva in soccorso agli audaci.

Visto che Natale si avvicina, anzi già si festeggia sui media, vi segnalo lo spot-viral di Morrisons.

Splendidamente girato, tratta con humor, freschezza e rattenuta follia il Natale, stereotipo per eccellenza (commercialmente parlando).

Un esempio riuscitissimo di come usare in modo sorprendente un insight che mette un filino d’ansia a noi adulti: a Natale ci aspettano una gran rottura di palle e un sacco di lavoro extra per organizzare tutto. Altroché.

Informazioni su Marco Fossati

Ideawriter.
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