Pubblicità? Questo è il momento migliore per farla… bene.

Da anni sento ripetere la solfa che “la pubblicità non funziona più come una volta”. A seguire i corollari: “I consumatori sono cambiati, sono diventati più attenti e refrattari.” “I media sono cambiati: ci sono internet, i social, gli smartphone”… e compagnia bella.

Ora, nessuno vuol negare l’evidenza di questi cambiamenti epocali (di cui a volte ho disquisito anch’io).

Altrettanto evidente dovrebbe risultare che l’attuale qualità della comunicazione pubblicitaria (B2B e B2C) è bassa; così come sono bassi gli investimenti nell’area tradizionale, a vantaggio di internet e mobile.
Tutto ciò, però, è positivo. E mi spiego.

7 Deadly Advertising Mistakes Sackheim pubblicità

Pubblicità come si scriveva una volta. Un classico di Maxwell Sackheim.

Oggi basta poco per fare pubblicità che funziona

I bassi investimenti e la bassa qualità pubblicitaria diventano un’opportunità, se non addirittura una leva competitiva.
In questo scenario afflitto da stanziamenti stagnanti, volubilità strategica e timidezza creativa, l’impresa che decide di fare le cose per bene, cioè, fare pubblicità come si faceva una volta, parte avvantaggiata.
Sì, perché bastano un budget modesto, una solida strategia e una buona idea creativa per raggiungere livelli di visibilità e brand awareness impensabili prima del downturn.

Alcune domande per fare pubblicità che funziona

Ma cosa vuol dire fare pubblicità come una volta?
Per il copywriter di Monza vuol dire, prima di tutto, rispondere a queste domande:

  • qual è la strategia di marketing/comunicazione?
  • come comunicano i concorrenti? cosa fanno?
  • qual è la tua posizione nel mercato e nella testa del target?
  • quali sono i tuoi punti di forza, di debolezza, ecc? (analisi swot!)
  • qual è il problema da risolvere? l’opportunità da sfruttare?
  • qual è il ruolo della pubblicità?
  • quali sono il tuo tono di voce, la tua personalità?
  • qual è la cosa più importante da comunicare?
  • hai una usp (unique selling proposition), una ubo (unique brand offer)?
  • è di interesse e credibile per il tuo target?

Altre domande per fare pubblicità che funziona

Un’altra serie di domande riguarda la pertinenza ed efficacia dell’annuncio:

  • l’annuncio è in brief?
  • dice una cosa sola, in modo originale e, possibilmente, intelligente?
  • c’è l’idea?
  • il titolo “butta-dentro” o è “fuffa-style”?
  • il visual è un cliché?
  • la bodycopy (se c’è) è convincente, ben argomentata, fluida, leggibile?
  • l’annuncio ha la giusta brand voice?
  • una volta visto/letto, ti vien voglia di…?
howard luck  gossage citazione pubblicità efficace

Se lo dice lui… il Socrate di San Francisco, io ci credo.

Queste sono le domande principali che faccio a me stesso e ai clienti per realizzare una buona pubblicità. Non sempre arrivo al risultato ideale, perfetto; ma so che questa è la strada maestra. L’unica percorribile con qualunque budget, oltre le tendenze, le mode e la crisi.

Informazioni su Marco Fossati

Ideawriter.
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4 risposte a Pubblicità? Questo è il momento migliore per farla… bene.

  1. chicasablan ha detto:

    Ciao Marco, ho letto il post con molto interesse. Impostare una strategia di comunicazione non è semplice e, soprattutto, non è semplice convincere il cliente… dell’utilità di una strategia! Individuare i punti di forza/debolezza, definire la propria personalità, chiarire quale sia la cosa più importante da comunicare… sembra superfluo per molti. Ogni volta cerco di spiegare che i risultati arrivano step dopo step… ma la fretta è una cattiva consigliera! Tuttavia… anch’io ritengo che le domande elencate siano l’unico strumento valido per realizzare una buona pubblicità. Un saluto.

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    • Marco Fossati ha detto:

      Ciao Chiara, come te noto che è sempre più difficile vendere la strategia: a volte i clienti meno informati pensano che la pubblicità sia frutto di creatività estemporanea, il cosiddetto colpo di genio. Altre volte trovano queste domande un’indebita ingerenza. Da freelance che si muove da solo spesso poi le difficoltà si moltiplicano. Ma in effetti non c’è altra via per arrivare a risultati di una certa qualità. Un caro saluto a te.

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  2. Oliver Lawrence ha detto:

    Salve Marco, condivido; lo stesso vale anche per le comunicazioni in lingua, ambiente mio. Cioe’ l’attuale qualità della comunicazione e’ bassa, perche’ spesso non ci si rivolge ad un professionista serio; dunque, chi lo fa invece lo trova piu’ facile distinguersi dalla concorrenza.

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