Qual è il vostro profilo migliore?

federico da montefeltro -

Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Ritratto di Piero della Francesca (1462/1475)

Non importa se mostrate qualche difettuccio, qualche imperfezione o i segni del tempo. Anzi, se i vostri segni sono particolari, fate in modo di metterli in evidenza con il giusto valore e l’impatto che parole e immagini insieme possono costruire.

Ricordatevi che un punto di debolezza può diventare un punto di forza come ci dimostrano alcuni riuscitissimi esempi nella storia della pubblicità e della comunicazione d’impresa.

La campagna Avis autonoleggio, agenzia DDB, 1963. Copywriter: Paula Green. Art director: Helmut Krone.

avis pubblicità bill bernbach ddb

Ammettiamolo: siamo “solo” il numero 2, però…

La campagna pubblicitaria del Maggiolino Volkswagen, agenzia DDB London, 1969. Copywriter: David Abbott.

marty feldman

Marty Feldman: non un adone ma un talento (come il Maggiolino VW).

Dove, anni 2000, campagna “Real Beauty”, agenzia Ogilvy & Mather.

dove pubblicità verità

Dove, una bellezza per niente stereotipata.

Potenza della sincerità, elogio del difetto.

E se è vero che non tutti possono diventare il “numero uno”, è altrettanto vero che chiunque può aspirare a un posizionamento e a una promessa capaci di far crescere la propria nicchia di mercato.   

Perciò, in ogni occasione di contatto con il vostro pubblico (i cosiddetti touchpoint: dal company profile alla pubblicità, dal profilo social al trade show) raccontate di voi in maniera originale e personale. Con il tono di voce che più sentite vostro, senza autocelebrarvi e, soprattutto, senza scimmiottare gli altri.

Così facendo, differenzierete la vostra impresa e il vostro brand.

Per tornare alla domanda iniziale, la risposta è facile: il vostro profilo migliore è sempre e solo quello “autentico”.

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