22 considerazioni di David Abbott sul mestiere del copywriter (datate 1972, considerevoli ancora oggi)

1. La cosa più importante che un copywriter mette in un progetto è sé stesso.

Quindi non essere timido, esponiti: che la tua personalità si rifletta in ciò che scrivi, perché così il testo vive.

2. Mettiti nei panni di chi deve comprare il prodotto.

Attraverso le parole devi dimostrare di aver capito bene cosa interessa al tuo cliente: quali sono i suoi problemi e come il prodotto può risolverli.

3. Lavora sempre con un art director sui concetti.

Quando si tratta di idee, due teste sono meglio di una. Se nella tua agenzia non si lavora così, chiedi di cambiare o cambia agenzia.

4. Non c’è output senza input.

Interessati a tante cose diverse. Vai al cinema, a teatro, alle mostre. Parla con la gente. Guarda la tv. Sii curioso, instancabilmente.

5. Lavora sempre per o con qualcuno più bravo di te.

Cambia agenzia e partner quando puoi: è l’unico modo per imparare e crescere davvero. Continua a leggere

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La testa altrove, per un po’.

marco fossati copywriter milano monza

Disconnessa, irreperibile, dispersa, svanita, girovagante… dal primo al ventotto agosto. Buone vacanze anche a voi!

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Sulle orme di Erme (Ripa)

Ho visitato la bella mostra dedicata a Erme Ripa, un pittore molto legato a Monza, di cui avevo casualmente scoperto la vena reclamistica.

Vi consiglio di fare lo stesso: la mostra rimarrà aperta nel suggestivo Arengario di Monza fino al 22 luglio.

erme ripa monza grafica

Pittore, grafico pubblicitario ed editoriale, consulente artistico, Erme Ripa lavorò anche col vetro.

 

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Qual è il vostro profilo migliore?

federico da montefeltro -

Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Ritratto di Piero della Francesca (1462/1475)

Non importa se mostrate qualche difettuccio, qualche imperfezione o i segni del tempo. Anzi, se i vostri segni sono particolari, fate in modo di metterli in evidenza con il giusto valore e l’impatto che parole e immagini insieme possono costruire. Continua a leggere

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156 modi di differenziare il tuo brand, il tuo prodotto, la tua impresa (da prendere con le molle)

I brand differentiator sono tra noi! Conosciamoli uno per uno e facciamone un uso strategico.

A questo fine ho raccolto alcune liste da libri e da siti web. Ne è venuto fuori un elencone dove c’è un po’ di tutto e di tutto un po’: differenziatori che lavorano sui diversi componenti del marketing mix oltre che sulla comunicazione, differenziatori che lavorano meglio in certe industrie o con certi tipi di aziende, differenziatori impossibili da attivare nel mercato italiota, differenziatori che possono valicare i confini nazionali, differenziatori campati in aria.

Inoltre, non tutti i brand differentiator elencati sono durevoli e fondativi. Stringi stringi, quelli che funzionano sul medio/lungo periodo, come fa notare Marco De Veglia, sono pochissimi: lui ne cita solo tre (funzionali al mercato italiano delle pmi).

Last but not least, vale la pena accennare alla distinzione tra differenziazione e distintività (unicità). Continua a leggere

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